R: Contributo alla traduzione

Alessandro Rossini aronnax at openlug.org
Mon Oct 30 06:36:40 CST 2006


On Monday 30 October 2006 09:19, Federico Nebiacolombo wrote:
> Ciao Alessandro,
>                per iniziare sarebbe utile una semplice e breve descrizione
> riguardo
> le lettere accenatate italiane da vedere insieme sulla lista ed integrare a
> stretto giro (venerdi'?)
> nel file HowTo-Transalte.txt.
> Intendo una cosa del tipo:

Fare un elenco di parole per cui è richiesto l'uso di accento acuto anziché 
grave mi sembra un po' eccessivo, perché una lista completa di tutte le 
parole che terminino in "é" potrebbe essere lunghissima ed in ogni caso 
incompleta.
Dal mio punto di vista inoltre, chi prende in mano la traduzione di un testo 
dall'inglese all'italiano si presuppone che abbia una opportuna conoscenza 
quantomeno della grammatica italiana, in questo file ci si dovrebbe quindi 
limitare a mettere in evidenza quella che è una problematica ricorrente, per 
una trattazione più esaustiva è meglio rimandare ad altre sedi più consone.
In ogni caso ho scritto la seguente spiegazione che se accettata inserirò 
prontamente nel file, che tra l'altro ho già provveduto a ripulire dall'uso 
degli apostrofi (il mio primo commit su questo progetto ;)).

LETTERE ACCENTATE E GRAMMATICA ITALIANA

La scelta di sostituire le lettere accentate con una combinazione di due 
caratteri semplici contigui nasce dal fatto che tutte le lettere dotate di 
segni diacritici (accenti, dieresi, cediglia, ecc.) non rientrano nel 
set-base di caratteri alfanumerici, cioè nei 128 caratteri che, secondo il 
primo standard ASCII, sono decodificati correttamente da ogni computer.
Per non incorrere nei citati problemi di decodifica, chi comunica abitualmente 
attraverso il computer evita quanto più possibile l'uso dei caratteri estesi: 
nel caso dell'italiano, le lettere accentate vengono sostituite dalla 
combinazione della lettera semplice corrispondente seguita da un apice. Tutto 
questo paradossalmente anche ora che lo standard UTF-8, da tempo supportato 
dalla quasi totalità di piattaforme e sistemi operativi, codifica 
perfettamente i caratteri di tutte le lingue ufficiali al mondo.
Ovviamente, quanto finora detto si applica alla comunicazione via computer. 
Nell'ambito telematico, quindi, esiste una valida giustificazione a questo 
uso; più preoccupante è l'attuale tendenza a sostituire i caratteri accentati 
con il digramma lettera+apostrofo in qualsiasi tipo di testo, sia per 
interferenza con le scritture informatiche che per manifesta pigrizia, visto 
che le minuscole accentate dell'italiano in realtà sono tutte presenti sulla 
tastiera. Caso a parte è quello di chi, come spesso accade fra i 
programmatori, preferisce usare il layout di tastiera inglese al prezzo di un 
uso improprio della propria lingua.
Se ancora per le lettere minuscole ci sono eccezioni, le lettere maiuscole 
sono scritte così nella quasi totalità dei casi. Il motivo di tale grafia è 
dato dal fatto che in molti casi non si conosce la combinazione di tasti per 
le maiuscole accentate: le normali tastiere con layout italiano, infatti, non 
contengono tali tasti, e ad esempio su sistemi operativi Microsoft Windows i 
caratteri vanno composti tenendo premuto il tasto ALT e digitando il 
corrispondente codice ASCII (per esempio, "È" si compone digitando la 
sequenza ALT+212).
Nel circolo vizioso che si produce, da una parte si perde la capacità di 
distinguere tra accento grave e acuto (ed ecco un fiorire di "perchè, poichè, 
affinchè") e apostrofo (e così si trova talvolta scritto "pò") , e 
dall'altra, per dissimulare tale incertezza, si aboliscono da qualsiasi testo 
le situazioni problematiche.
Bisognerebbe ricordarsi che questo peculiare costume linguistico ha una 
ragione di esistere solo in un suo contesto specifico: se esportato da tale 
contesto, non diventa altro che una marca di pressappochismo.
Si raccomanda quindi di rispettare in maniera scrupolosa la grammatica 
italiana, se si è in dubbio si consiglia di consultare la ottima sezione di 
consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca, da cui è presa parte di 
questa precisazione: http://www.accademiadellacrusca.it/clic.shtml.
Come vademecum si raccomanda di evitare i seguenti errori:
l'uso di "perche' o perchè, poiche' o poichè, affinche' o affinchè..." al 
posto di "perché, poiché, affinché..."
l'uso di "E'" al posto di "È"

Fatemi sapere che ne pensate.
-- 
Alessandro 'Aronnax' Rossini
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