R: X bpietro: note riguardo verifica 'foreword'

Federico Nebiacolombo federico.nebiacolombo at softeco.it
Wed Sep 20 04:02:22 CDT 2006


Penso che sia importante trovare il giusto equilibrio, bisogna anche
ammettere che
il libro su subversion e' di tipo tecnico ed alcuni termini del gergo
(commit, trunk,...)
e' consigliabile non tradurli per non generare ambiguità.
Altri termini quali 'bottom-up' potrebbero essere tradotti ma tutto sommato
sono ormai
parte del bagaglio basilare di chi mastica informatica.

Porprio ieri ho visto in TV che la Zingarelli ha aggiunto (anche quest'anno)
1700 neologismi o termini
assorbiti in toto dall'inglese, povera lingua....
ciao
Nebiac

> -----Messaggio originale-----
> Da: svn-it-bounces at red-bean.com [mailto:svn-it-bounces at red-bean.com]Per
> conto di Pietro
> Inviato: 20 September, 2006 10:45 AM
> A: svn-it at red-bean.com
> Oggetto: Re: X bpietro: note riguardo verifica 'foreword'
>
>
> Alle 08:25, martedì 19 settembre 2006, Federico Nebiacolombo ha scritto:
> > - Divere modifiche facilmente identificabili tramite una diff con la
> > revisione
> > precedente.
>
> Ancora non ho avuto il tempo, lo vedrò appena posso.
>
> > Lo stato del testo e' ancora VIP fino a quando nole hai validate: se non
> > sei d'accordo riguardo ad alcune, parliamone tramite la mail list ed
> > appunti di servizio nel testo.
>
> > Infine, 'bottom-up' & 'top-down' (vedi Dizionario-IT-EN.cliplibrary)
> > abbiamo scelto di non tradurli.
>
> Questo (sempre IMHO) è una questione più ampia che non riguarda
> solo 'bottom-up' & 'top-down'.
> Al inizio c'è un cerchio stretto dei addetti ai lavori, che usano
> documentazione in  inglese (tutti lo masticano più o meno bene
> per ragioni di lavoro) e cominciano usare termini tecnici inglesi anche
> nel parlato italiano - non sentono bisogno di tradurli, tanto li
> capiscono.
> Ma questi non hanno bisogno dei manuali tradotti, li leggono in originale.
> E poi ci sono quelli che non conoscono inglese, prendono manuale
> tradotto e scoprono che il testo è pieno di termini tecnici inglesi,
> per loro incomprensibili (almeno al inizio).
> Che fare? fornire alla fine un vocabolario? Secondo me tanto vale
> usare nel testo direttamente termini italiani.
> Ma questo non ho inventato io, la stessa discussione si protrae
> attraverso tutti gruppi di lavoro che hanno fatto qualche
> traduzione, almeno che so io.
> A volte penso che i francesi non hanno tutti torti (anche se
> esagerano assai).
>
> Pietro
>
>
>
>
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>
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