Commit modifiche Prefazione e proposte di dizionario

Matteo Tontini il_matte at yahoo.it
Tue Jan 8 09:13:43 CST 2008


Ciao a tutti,
come al solito ho fatto la figura dello stordito.
Mi sono reso conto ora che ieri ho mandato una mail solo a Federico e una solo
ad Andrea, mi dimentico sempre il rispondi a tutti.
Ora questa la posto solo alla lista (spero) e se ho capito come fregare yahoo
dovrebbe inserirsi nel thread giusto.
Lancio le mie controobiezioni alle obiezioni di Andrea e la lista dei miei voti alle mie proposte rivista alla luce delle obiezioni.


>fino a poco tempo fa sapevo che i termini inglesi in italiano prendevano
>tutti il maschile
>
>qualche tempo fa invece ho letto, ma non ricordo dove, che gli va dato
>il genere che acquisterebbero se fosse tradotto
>
>a me la seconda non torna, per il semplice fatto che una parola potrebbe
>essere tradotta in piu' modi


A me pare che le regole in merito siano piuttosto vaghe e, come in altri casi, le scelte siano lasciate all'uso comune
o alla valutazione del singolo.
Sembra che ci sia una tendenza predominante a utilizzarle al maschile a meno che non vada contro quello che intuitivamente
sembra essere il genere del sostantivo.
Ad esempio password, probabilmente tenendo conto che 'parola' è femminile, lo consideriamo femminile.
Per questo motivo secondo me è preferibile uniformarsi alla maggioranza, in modo da evitare scelte diverse in ambiti diversi
senza sapere mai quale sia quella giusta (vedi diatribe infinite sulla possibilità di considerare email maschile).
Infatti sul lavoro io e i miei colleghi usiamo invariabilmente branch al femminile ('una branch') ma visto che in rete
sembra prevalere in maniera schiacciante usato al maschile, a malincuore, mi sono adeguato nella traduzione.


>in generale se la parola si puo' tradurre con una parola "adeguata"
>secondo me va tradotta anche se nell'uso comune (es parlando) non lo si
>farebbe

questa posizione non l'avevo mai presa in considerazione e devo dire che la trovo discretamente convincente.
Il mio parere sta proprio sulla sponda opposta: non ho niente in contrario all'adozione di forestierismi e 
secondo me non è una cattiva abitudine adottarli, tenuto conto del 'corpo' che assumono le parole nel tempo e che 
le loro traduzioni non possono rendere mai le varie sfaccettature di significato che avevano nella lingua
originale o che hanno assunto nelle altre lingue utilizzandole non tradotte (in ongin caso quando si traduce qualcosa
si rischia di commettere e portarsi dietro errori che poi non si è in grado di individuare. Problema questo sempre
presente nelle traduzioni, la Bibbia ne è il caso + eclatante).
Mi sono reso conto però leggendo la tua risposta che questo punto di vista mi porta ad esagerare, ad esempio 'runtime'
si può tranquillamente tradurre in questo contesto.
Anzi mi ha fatto spingere ancora oltre e mi chiedo se non dovremmo sostituire directory con cartella (la cosa non mi
dispiacerebbe affatto, anzi).
Tuttavia non condivido l'idea secondo cui sia preferibile tradurre le parole inglesi (come fanno in Spagna) visto che 
l'Italia a partire da dopo gli anni 70 ha iniziato ad avere, dal punto di vista linguistico, un comportamento
anglofono (vedi il caso sconvolgente della parola stage francese, storpiata da noi all'inglese e ormai 
accettata con tale pronuncia come parola italiana anche se in inglese non esiste con tale significato).
Questa è diventata una peculiarità della nostra lingua e del suo modello evolutivo.
Il modello evolutivo di una lingua è per definizione guidato dall'evoluzione della lingua parlata quindi
mi sembra opportuno non ignorare l'uso che si fa dei termini nelle conversazioni di tutti i giorni.
Parole come software sono ormai a tutti gli effetti parole italiane la cui definizione si trova sui dizionari (tra
l'altro software non ha neanche una traduzione accettabile se non con una circonlocuzione tipo: insieme di programmi).
Il fatto di mettersi a decidere quali tradurre e quali no apre un ginepraio che porta a perdere moto + tempo
per le decisioni, tuttavia potrebbe essere molto utile (soprattutto per me a livello personale per la formazione
e modifica dei miei pareri al riguardo).

Un motivo molto + importante invece mi spinge a considerare migliore la scelta di mantenere la versione inglese
quando si tratta di parole che sono anche parole chiave dell'applicazione di cui si sta parlando.
nel nostro caso: branch, tag e merge.
Mi è capitato di seguire un corso per conseguire una certificazione Cisco e ho notato l'enorme difficoltà
che hanno avuto la maggior parte dei ragazzi, i quali hanno scelto di studiare su testi in italiano
(in cui si era fatta la scelta di tradurre tutto il possibile).
Non riuscivano a capire il senso delle domande dei test, in cui spesso il verbo inglese aveva come radice 
il nome del comando e che se si fossero abituati a leggere in inglese gli avrebbe fornito la risposta.
Insomma in un testo didattico di informatica l'aderenza alla lingua originale per quanto riguarda le parole chiave
mi sembra indispensabile.
D'altronde questa cosa non è vera solo in informatica, ad esempio in matematica e fisica si usano parole come:
Kernel(dal tedesco se non sbaglio), gauge, shear, etc., dove in particolare Kernel acquisisce un significato particolare,
usato in quel contesto, che permette comunque di tradurlo con la parola nucleo ma gli farebbe perdere in chiarezza.

La mia proposta è quindi di utilizzare le parole chiave in lingua originale e di utilizzare google per verificare 
come si sono comportati gli altri nei vari casi che consideriamo dubbi.


Riporto di seguito il mio parere sui punti in questione:

a) runtime si può benissimo riportare a: esecuzione (mea culpa)
b) assolutamente contrario a tradurre software
c) confermo guida di riferimento completa di subversion
d) a me continua a parere + appropriato guida rapida ma non ho argomenti a sostegno
e anche 'guida per un inizio rapido' non ha particolari controindicazioni quindi
se la preferite la ripristiniamo (senza apostrofo ;)): mi dichiaro neutro
e) confermo il mio parere di mantenere le parole chiave branch merge e tag invariate
f) riguardo a versus non saprei neanch'io
g) free software pensavo di metterlo nel dizionario per evitare che in futuro si riapra una discussione e qualcuno
proponga di lasciarlo in inglese (o comunque per aver traccia del fatto che una decisione al momento è
stata presa)

aggiungo a questo punto un ulteriore proposta che si rifà alla posizione di Andrea:

h) mi sembra che la traduzione di directory: cartella sia una delle più puntuali nell'informatica
quindi potremmo inserire questa voce nel dizionario.
A me va bene anche directory ma questo mi sembra proprio uno dei casi in cui il discorso di Andrea ha + forza.


ciao 

Matteo

       
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